Saper riconoscere le sensazioni che arrivano dal corpo ci aiuta a capire e gestire uno dei sentimenti più comuni nella vita: l’ansia

Con questo primo articolo iniziamo un breve excursus di quelle che possiamo definire le diverse “sofferenze” dell’animo umano. Questa piccola e sintetica guida nasce dal proposito di rendere chiare, comprensibili e codificabili, alcune problematiche che possono interessare chiunque si trovi ad affrontare la propria sofferenza emotiva o quella delle persone che gli sono vicine.

Iniziamo con un sentimento che nella vita ognuno di noi sperimenta inevitabilmente.

Quando parliamo di ansia non dobbiamo necessariamente immaginare una condizione patologica, questa svolge un ruolo adattivo e può essere letta come un segnale importante a cui dare ascolto.

Infatti è grazie all’ansia che ci prepariamo ad affrontare o a fuggire davanti a un pericolo che ci minaccia, impariamo a riconoscere i nostri limiti, troviamo la giusta concentrazione per affrontare un compito o un esame importante, riconosciamo situazioni per noi troppo stressanti, troviamo soluzioni creative e non rimaniamo impotenti davanti a un problema o una preoccupazione.

Quando da una sana preoccupazione si passa a un vero e proprio disturbo d’ansia?

Possiamo parlare di disturbo d’ansia quando questa è eccessiva rispetto alla situazione da affrontare, non riusciamo a contenere la preoccupazione, i pensieri che ne conseguono interferiscono con lo svolgimento delle attività in cui siamo impegnati.

Queste preoccupazioni possono riguardare aspetti lavorativi, economici, relazionali e sentimentali. Entriamo in uno stato di agitazione nei confronti della la salute dei familiari, immaginando continue disgrazie che possono colpire le persone care.

Sintomi

Inoltre dev’essere avvertito un senso di irrequietezza, sentirsi continuamente tesi, avere difficoltà di concentrazione, fare fatica ad addormentarsi o dormire in modo discontinuo. 

Questi sintomi sono accompagnati e sostenuti anche da una sofferenza che coinvolge il corpo, così la persona ansiosa si stanca facilmente, può sentire un senso di oppressione sul petto e difficoltà nel respirare, può avere un’accelerazione del ritmo cardiaco, si può arrivare fino a conseguenze di carattere psicosomatico.

Questi disturbi possono condurre a un certo grado di disabilità se non codificati correttamente, se non vengono riconosciuti oppure se letti come patologie di natura fisica e non psicologica.

Origine

L’ansia può essere collegata a una paura cosciente e accettabile che maschera una preoccupazione più profonda e meno accettabile. 

Le persone che presentano ansia eccessiva non hanno alcuna idea riguardo a ciò che li rende ansiosi. 

Il fondatore della psicoanalisi, Sigmund Freud, ci ha indicato che l’ansia disturbo non ha un motivo visibile e concreto, per questo motivo molte persone sanno solo di stare molto male ma non sanno perché.

E a poco serve dirgli che non hanno motivo di preoccuparsi così tanto o che stanno soltanto esagerando.

L’ansia, secondo Freud, è il segnale di una minaccia che viene dall’inconscio, ciò nasce dentro di noi come barriera a pensieri, emozioni o esperienze traumatiche che non possiamo far arrivare alla nostra coscienza.   

Come riconoscerla

Qualche indicazione per poter comprendere l’ansia e poterla maneggiare: ogni persona dispone di risorse personali, intelligenza e capacità riflessiva tali da poter cogliere segnali e tracce che indicano se stiamo sperimentando un sentimento d’ansia, prezioso segnale di auto-protezione, oppure se ci avviciniamo a una condizione ansiosa che causa sofferenza. 

Nel secondo caso, il disturbo d’ansia ci sta parlando di qualcosa di noi, di aspetti della nostra struttura caratteriale, che non conosciamo ancora poiché  abitano un piano più profondo della nostra anima. 

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