
Saverio Italiano
Chi ha avuto e ha ancora modo di interloquire con il Professore – come la collettività tutta appella Saverio Italiano, il “deliese convinto” e “cosmopolita suo malgrado” – “prospicendo” dalla sua finestra sul mondo, scrive a quattro o più mani il nono libro, quello mancante, ai già editi “Quaderni in ottavo” del boemo Franz Kafka o diviene aforista liberale come Nicolás Gómez Dávila, parto dell’antropologia reazionaria. Ma ha anche la verve consapevole del criticismo di François-René de Chateaubriand, del suo esilio postumo del sentimento di ricerca ansimante, smaniosa e con il francese letterato romantico sembra asseverare in Memorie d’oltretomba: “Nella società…