Questi giovani calabresi intestarditi dalla volontà e dalla Bellezza di trasognata panacea! Li hanno sedotti i maestosi grattacieli tra le nuvole di Daniel Burnham e con lui hanno sentenziato:  

Non fare piccoli progetti; non hanno la magia di scaldare il sangue degli uomini e probabilmente non saranno mai essi stessi realizzati. Fai dei grandi progetti; mira alto nella speranza e nel lavoro, ricordando che un progetto nobile e logico, una volta registrato non morirà mai, ma resterà a lungo una cosa viva per molto tempo dopo che noi ce ne saremo andati”.

Anche il Network Mediterraneo nasce un po’ così, dall’incanto del sole che si china a baciare allineato il cratere dello Stromboli e le anime dei suoi promotori eclettici, disincantati dal “mondo nel mondo” di una Calabria ulteriore. 

Network Mediterraneo ha “un progetto nobile”: dare valore e ufficialità, in chiave di promozione turistica del territorio, allo straordinario fenomeno ottico-visivo dell’“abbraccio delle due sfere” effetto di una particolare congiuntura astrofisica, visibile esclusivamente da determinate località in Calabria e anche in Sicilia. Fenomeno le cui coordinate di geolocalizzazione variano dalle spiagge del Tirreno. Ce l’ha immortalato, lo scorso 25 luglio 2019, lo scatto mozzafiato del fotoreporter del Corriere della Sera, Fabrizio Villa, in collaborazione con l’astrofisico italiano Massimo Cecconi del Telescopio Nazionale Galileo dell’Osservatorio di La Palma, nelle Canarie (fotografia pubblicata il 21 agosto dello stesso anno). 

Network Mediterraneo è il centro di coordinamento di tale iniziativa fondato da Francesca Agostino, Marzia Matalone, Edoardo Zannoli, nonché dalle Associazioni Culturali “Roubiklon” di Lubrichi (Santa Cristina d’Aspromonte) e “CulturalMente” di Amato di Taurianova, rispettivamente presiedute da Rocco Polistena e Maria Fedele. Un progetto di cooperazione interterritoriale ed interistituzionale tra realtà, enti e volontari del terzo settore che operano per la promozione culturale e valorizzazione del territorio calabrese. 

Network Mediterraneo parte da una valutazione preliminare. Il sito di azione nelle calabre terre, eccezionalità nell’eccezione, presenta tutti i caratteri richiesti dall’UNESCO per ottenere il prestigioso riconoscimento (unicità, universalità, insostituibilità), soddisfacendo il VII Criterio della Convenzione sul Patrimonio dell’Umanità del 1972, mediante il quale si sostengono riconoscibili «fenomeni naturali o atmosfere di una bellezza naturale e di una importanza estetica eccezionale».

Asserzione di giovani acchiappanuvole? Non proprio, se la letteratura di viaggio, ad inizio ‘800, ne decretò la incomparabile forza prorompente del fenomeno naturale. Non proprio, se in una pubblicazione del 1818, “A Tour through the Southern Provinces of the Kingdom of Naples”, il viaggiatore inglese Keppel Richard Craven, avendo intrapreso la sua “camminata di salute” nelle province meridionali del Regno di Napoli, trovandosi a “Casalnuovo” – l’attuale Cittanova, la cittadina alle pendici d’Aspromonte prospiciente la Piana di Gioia Tauro, nella provincia di Reggio Calabria – così scriveva: “… magnificent prospect over the whole of the spaciuos valley wich borders the Gulf of Gioia, in front the Lipari Isles broke the uniformity of the sea- line, and th sun was setting exactly behind Stromboli”. (“…una magnifica prospettiva sull’intera ampia vallata che confina con il Golfo di Gioia, davanti alle Isole Lipari interrompeva l’uniformità della linea del mare, e il sole tramontava proprio dietro Stromboli”). 

Attualmente la condivisione del progetto ha avuto adesioni formali di 7 cittadine calabresi che hanno esposizione diretta sul fenomeno, per una popolazione complessiva di ben 66.400 abitanti oltre a numerose associazioni culturali, con ulteriori richieste di altrettante realtà istituzionali e comunitarie. Da ultimo, l’adesione del Com.It.Es del Consolato Generale d’Italia di Barcelona (Spagna). 

La buona novella? E’ iniziata già formalmente la fase istruttoria presso il MIBACT per i seguiti di competenza, trasmesso il copioso dossier dal CNI UNESCO. 

Si può pensare, signore e signori, ai grandi finali, a quelli che destabilizzano pretestuosi immobilità del progresso di questa terra di Calabria! A dirla con il Nobel francese Anatole France: “Per realizzare grandi cose, non dobbiamo solo agire, ma anche sognare; non solo progettare ma anche credere”. 

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