Dopo avervi fatto conoscere Domenico Grimaldi, illuminista e innovativo agricoltore, oggi parliamo di musica e precisamente di Francesco Cilea, compositore calabrese vissuto a cavallo del XIX e XX secolo.

Le origini

Francesco Cilea è nato nel 1866 a Palmi, cittadina reggina caratterizzata da un meraviglioso affaccio sullo Stretto che ha dato i natali a molti personaggi illustri.

La sua passione per la musica nasce dall’ascolto delle opere eseguite dalla banda cittadina e in particolare, si racconta, dalla Norma di Bellini.

All’età di sette anni si trasferì a Napoli, dove avrebbe intrapreso gli studi di giurisprudenza per seguire le orme del padre, apprezzato civilista palmese.

La sua predisposizione per la musica, però, fu subito notata e il giovanissimo Francesco Cilea, dopo l’iniziale negazione del padre, fu iscritto al Conservatorio.

Dal San Pietro a Majella il compositore calabrese iniziò la sua carriera, che lo porterà a diventare, probabilmente, il più importante compositore calabrese.

Le opere

La sua prima opera è stata Gilda, scritta nel 1892 come esame finale per il conservatorio San Pietro a Majella e subito notata dall’editore Sonzogno.

Quest’ultimo, colpito dalla qualità della composizione, gli commissionò la scrittura del melodramma Tilda, rappresentato a Firenze e a Vienna.

Tra le sue numerose opere ne citiamo due in particolare: L’Arlesiana e Adriana Lecouvreur.

L’Arlesiana è stata eseguita per la prima volta al Teatro Lirico di Milano nel 1897 dove, tra il cast, spiccava il nome di Enrico Caruso.

Adriana Lecouvreur diventò la più conosciuta e matura opera di Francesco Cilea dove si esprime la particolarità di saper mescolare la tradizione italiana con quella francese.

Riconoscimenti

Ancora giovanissimo, ricevette il primo riconoscimento durante gli studi, ottenendo il titolo di Primo Alunno Maestrino.

Poco dopo ricevettee la medaglia d’oro dal Ministero della Pubblica Istruzione per la composizione di una Suite per orchestra.

Nel 1916 venne nominato direttore del Conservatorio di Napoli, dove lavorò fino al 1935 e, nel 1938, fu nominato Accademico d’Italia.

Nella sua città natale, Palmi, venne costruito un mausoleo mentre a Reggio Calabria il Conservatorio porta il suo nome.

… e infine

Le opere di Francesco Cilea colpirono subito favorevolmente il pubblico e la critica, già dalle prime composizioni.

Dopo l’esecuzione del suo saggio di fine Conservatorio, Roberto Bracco sul Corriere di Napoli ne tesse le lodi e ne pronosticò la brillante carriera.

Più tardi D’Amico, parlando del suo carattere musicale e doti musicali, scrisse della “abbondanza e la spontaneità delle melodie, la spigliatezza del movimento scenico, l’aderenza della musica allo spirito della pièce“.

Francesco Cilea ci lasciò dalla propria residenza di Varazze, in Liguria, il 20 Novembre del 1955, un paese affacciato sul mare, come la sua amata Palmi che lo vide nascere.

Fonti: TreccaniWiki

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