La Calabria non è terra di vulcani.

Questo è ciò che si è soliti dire quando si guarda alla regione d’Italia situata sulla parte finale dello Stivale. Occorre però definire meglio cosa si intende con tale affermazione.

L’affermazione più corretta sarebbe ‘La Calabria non è terra di vulcani attivi’, poiché, in realtà, se la si analizza in dettaglio, anche la Calabria avrebbe i suoi vulcani, sebbene quelli di cui siamo davvero sicuri sono solo una manciata. 

Ma perché la Calabria non ha vulcani attivi?

Per via della geologia che esiste alla base. Vista alla macroscala, la regione si trova a metà tra la Placca Africana e la Placca Euroasiatica – la prima affonda (subduce) sotto la seconda, generando terremoti e fondendosi nel mantello terrestre.

E’ proprio questo ‘fondersi’ che genera il magma che, risalendo, forma i vulcani delle Isole Eolie (tra i quali l’attivissimo Stromboli) e altri sottomarini. Questi vulcani sono però situati in Sicilia, dal punto di vista geografico.

E’ possibile quindi che esistano vulcani anche in Calabria? 

E’ della scorsa estate (2019) la più recente scoperta di tre nuovi vulcani sottomarini calabresi. Essi sono denominati Diamante, Enotrio e Ovidio, e si trovano nel Mar Tirreno, a largo di Paola. Essi sono stati individuati utilizzando sia tecniche sonar, sia sismiche, sia magnetiche, a bordo di navi oceanografiche. Tutti e tre i vulcani sono comunque spenti.  

mappa dei vulcani in calabria
Mappa dei vulcani in Calabria

Nel 2010 è invece stato scoperto un vulcano sottomarino relativamente molto vicino a Capo Vaticano. Per individuarlo, sono state utilizzate tecniche di magnetometria, che hanno evidenziato un’anomalia nella suddetta zona. Prima di tale individuazione, era stata ipotizzata l’esistenza di un vulcano vicino alla costa di Tropea/Capo Vaticano per via delle pomici presenti sul litorale – che avevano una datazione diversa dalle pomici provenienti, invece, da Lipari. Anche questo vulcano, però, è spento e non ha ancora un nome.

Dalla Scienza al Mito

E per quanto riguarda vulcani sulla terraferma? Ebbene, qui si sfocia in un paio di leggende popolari, che forse pochi conosceranno. 

Molti abitanti di Lamezia Terme e dei paesi nei dintorni affermano che il Monte Sant’Elia, localizzato nei monti attorno al Golfo di Sant’Eufemia, è un antico vulcano: il vulcano di Sambiase. Ciò lo confermerebbero sia lave antiche rinvenute sul terreno da geologi, sia la toponomastica (i nomi dati ai luoghi in antichità, che hanno a che vedere con parole come ‘fiamme’, ‘fuoco’, e altri fenomeni vulcanici). Non esistono tuttavia studi scientifici che confermano tali ipotesi o dicerie, ma c’è da dire che un vulcano in quel luogo sarebbe plausibile come una sorta di continuazione della catena di vulcani sottomarini (Monti Lametini) che parte dal vulcano sottomarino Marsili fino ad arrivare alle coste calabre sommerse. 

Infine, nel comune di Acquaro e dintorni esiste una vera e propria leggenda popolare che narra di un vulcano presente nelle Serre Calabresi: il vulcano Diavulomani. Qui però l’ipotesi di un vulcano sarebbe seriamente compromessa dalla geologia dell’area; il luogo si trova infatti su un bacino sedimentario, non adatto quindi alla presenza di vulcani. Gli abitanti del posto sono però fortemente convinti che il vulcano Diavulomani esista e che è la causa dei forti terremoti nella zona.

Chissà se in futuro scopriremo nuovi vulcani estinti in Calabria, per ora, tra leggenda e realtà, questi sono gli apparati vulcanici confermati o proposti in una regione dove i vulcani non dovrebbero esistere.

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