Acque limpide, di elevata pendenza nei suoi fondali, tra i più belli e diversificati del Mediterraneo, tratti di ecosistema inesplorati che custodiscono tesori naturalistici di rilevanza scientifica, parliamo dei fondali della Costa Viola (RC).

Gorgonie tipiche dei fondali della Costa Viola
Gorgonie rosse e gialle, comuni nei fondali della Costa Viola

Le biodiversità sono notevoli, l’influenza del vicino stretto ne favorisce la catena alimentare con benefici per tutte le aree limitrofe, condizioni ideali per la formazione di uno straordinario habitat, unico per biocenosi (animali e vegetali che vivono in un ambiente).

Come in tutti gli ecosistemi, anche nella Costa Viola bisogna fare i conti con i cambiamenti climatici e con l’impoverimento ittico che nell’ultimo ventennio ha interessato in maniera considerevole l’intero bacino del Mediterraneo. Le cause di questo declino ambientale possono essere molteplici: la pesca intensiva, l’inquinamento, l’eccessivo traffico navale e un’inadeguata gestione delle politiche sulla pesca. Fattori che fanno si che il nostro mare si veda impoverirsi, mentre in altri paesi comunitari dell’Atlantico e del nord dell’Europa, la tendenza sembra invertirsi e gli stock ittici iniziano a ripopolarsi.

Cala Janculla vista dal sentiero del Tracciolino
Cala Janculla vista dall’alto.

Adesso che l’umanità si è fermata, cosa è successo?

La natura torna padrona, il mare in particolare, sta godendo come non mai di un periodo di riposo assoluto, e non è difficile imbattersi in immagini dal web che ritraggono spettacoli che solo la natura riesce a regalarci, delfini in festa, balene vicino alle coste, tartarughe marine sulle spiagge, potremmo quasi definirlo uno zoo al contrario, noi esseri umani chiusi dentro casa, mentre il resto degli esseri viventi liberi di godersi la natura.

Delfini fotografati nello Stretto di Messina
Delfini fotografati nello Stretto di Messina

Ancora è passato poco tempo per poter valutare un reale “effetto parco“  in natura, ma di fatto stiamo assistendo a un lieve allentamento della pressione dell’inquinamento atmosferico, il che ci richiama a un maggiore attenzione verso la sostenibilità ambientale. Chissà se i dati raccolti alla fine della crisi non possano essere usati, in futuro, per sperimentare dei nuovi periodi di fermi biologici più consoni alla pesca, chissà se il miglioramento della qualità dell’aria favorirà un migliore approccio verso l’ambiente. La natura ci sta impartendo una lezione da tenere a mente per molte generazioni in futuro, facciamone tesoro.

Se ti è piaciuto questo articolo leggi anche: Costa Viola – Il sentiero dell’uva.

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