Il problema della Sanità in Calabria parte da molto lontano, sia storicamente che geograficamente. Abbiamo visto in questi ultimi mesi che non sempre Stato e Regioni riescono a trovare una strada comune da percorrere.

Per esempio in Calabria, tra il decreto governativo del 2019 e i successivi decreti commissariali di attuazione è stata cancellata la funzione di contrattazione pubblica per gli appalti strategici della sanità regionale, e ciò comporta un importante limite nella gestione e nell’indipendenza regionale del comparto Sanità.

Si tratta di una funzione molto importante perché da essa dipende la qualità dei lavori pubblici, delle forniture biomediche e dei servizi fondamentali della Aziende ospedaliere e territoriali calabresi perciò, in ultima analisi, la qualità delle prestazioni sanitarie di cui godono i cittadini.

Questa funzione è stata affidata ad Enti esterni (So.Re.Sa della Regione Campania e Invitalia dello Stato) riducendo concretamente, alla Regione, la capacità di agire.

Come si spiega nell’articolo su Dirittoepersona si tratta di una vera e propria interdizione legale del tutto identica, sotto il profilo giuridico, a quella prevista dal codice civile per gli incapaci legali.

Tutto ciò comporta danni gravissimi alla Regione, alla sua immagine e pregiudica ogni già difficile tentativo di miglioramento e sviluppo. 

Per approfondire l’argomento clicca sul link sottostante

Sanità in Calabria ovvero quando una regione viene interdetta per legge. Tra il decreto governativo Calabria e i decreti commissariali di attuazione è stata cancellata la funzione di contrattazione pubblica per gli appalti strategici della sanità regionale.

Leggi anche: Anticorruzione, tra leggi utili e populismo.

Oppure guarda il video: Emergenza Rifiuti in Calabria, un imprenditore del settore svela il meccanismo della gestione degli RSU

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