Oggi vi voglio raccontare di un’opera rinascimentale presente a Seminara, databile nel primo decennio del ‘500 e realizzata da Antonello Gagini: la Madonna degli Angeli.

La Madonna degli Angeli è un’opera che deve il proprio fascino a diversi fattori: il primo è lo sguardo, assorto e quasi assente della Madre, che sembra liberarsi della dura freddezza del marmo volgendosi con tenero e vivido sguardo verso l’osservatore; l’altro è lo scannello, la base su cui l’opera è posta in cui è inciso un bassorilievo che illustra una raffigurazione insolita della Dormitio Virginis.

Ammirata nei secoli

Madonna degli Angeli di Antonello Gagini, Seminara, Chiesa di san Marco Evangelista
La Madonna degli Angeli di Antonello Gagini. Seminara, chiesa di San Marco Evangelista

Considerata uno tra i più commoventi apici autografi del Gagini in Calabria, quest’opera fu segnalata da Giovanni Fiore nella Calabria Illustrata, lasciando testimonianza dell’alta considerazione in cui la statua era tenuta. Fu più volte replicata da un altro notevole artista: Giovambattista Mazzolo. Inoltre, nel 2019 per volere del Mibac fu esposta a Matera, Capitale della Cultura Europea, nella mostra Il Rinascimento visto da Sud, risultando una delle opere più fotografate della mostra.

Il Gagini volle dare a questo bassorilievo un Mistero di un Vangelo Apocrifo. Se si contano gli Apostoli, essi sono 10. Tra essi manca Giuda Iscariota, suicidatosi dopo il tradimento, e San Tommaso che – si narra – è arrivato dopo la morte della Vergine.

Ma chi è il misterioso personaggio al centro? Si chiamava Ruben e questa è la sua storia.

bassorilievo alla base della statua della Madonna degli Angeli, di Antonello Gagini
Seminara (RC), particolare del bassorilievo alla base della statua della Madonna degli Angeli.

Il giorno della morte di Maria gli apostoli si sono ritrovati a Gerusalemme attorno alla Vergine, secondo il volere che Cristo espresse prima di essere crocifisso. All’ora terza della Domenica lo Spirito Santo discese sugli apostoli in una nube e così discese Cristo con una moltitudine di angeli che cantavano, dal Cantico di cantici: «Come un giglio tra le spine, così l’amica mia tra le figlie».
Tutti i presenti caddero bocconi e per un’ora e mezza nessuno poté alzarsi.
Dopodiché l’anima di Maria fu assunta in cielo.

Mentre la nube saliva tremò tutta la terra e, in un istante, tutti i presenti furono posseduti da Satana. Tentarono di bruciare il corpo di Maria ma in quel momento una grande luce li abbagliò e cominciarono a scontrarsi gli uni con gli altri.

A questo punto gli apostoli, colpiti da tanto splendore, s’alzarono e, recitando i salmi, iniziarono il trasporto del corpo santo dal monte Sion alla valle di Giosafat. Giunti a metà strada un ebreo, di nome Ruben, stava per gettare a terra il feretro della Vergine quando all’improvviso le sue mani si seccarono e, volente o nolente, fu costretto a portare il corpo fino a destinazione.

Una volta giunti alla valle di Giosafat, Ruben, gridando e piangendo, prese a supplicare gli apostoli affinché lo salvassero e questi, pregando e supplicando il Signore affinché lo perdonasse, ottennero la grazia.

Da quel momento Ruben, guarito, rese grazie a Dio, baciò i piedi della regina di tutti i santi e degli apostoli, nello stesso luogo fu battezzato e iniziò a predicare il nome del Signore Gesù Cristo.

Gli apostoli deposero il corpo nella tomba con grande onore, piangendo e cantando pieni di amore e di dolcezza. Poi un’improvvisa luce celeste li circondò e caddero a terra, mentre il corpo santo fu assunto in cielo dagli angeli.

Leggi anche: Il “voto contro natura” di Salvatore Grita.

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